La casa di Dante Alighieri

Fonte: Museo della Casa di Dante

La memoria del luogo natale del Poeta viene custodita dalla tradizione popolare che continua ad indicare, nei pressi della Torre della Castagna, quel gruppo di case umili e “obliate” come “casa di Dante”.

Nel 1865, in occasione del sesto centenario della nascita di Dante, la Giunta municipale di Firenze istituisce una Commissione composta dagli storici Frullani e Gargani al fine di localizzare con precisione le Case degli Alighieri.

Dopo una approfondita ricerca e sulla scorta di “irrepugnabili” documenti d’archivio, la Commissione identifica le case degli Alighieri proprio in quel luogo indicato dalla tradizione. Risolto così il quesito del “dove” erano le case Alighieri, viene poi dato l’incarico all’architetto Falcini di condurre tutte le necessarie indagini architettoniche per stabilire il “come” dovevano presentarsi quelle costruzioni al tempo di Dante.
Il Comune di Firenze “considerando che tutto quanto riguarda il Divino Poeta deve essere sacro agli Italiani” avvia le trattative per l’acquisto delle case. Si pensa anche di restaurarle e recuperarne il quanto più possibile lo stato originario… ma le condizioni economiche dell’epoca rinviano ad altra data la decisione.

Solo nel 1911 il Comune inizia i lavori di “recupero e ricostruzione” della Casa di Dante, affidando i lavori all’architetto Castellucci: si demoliscono le case d’angolo per dar luogo ad una piazzetta, abbattendo tutti quegli elementi che già Falcini riteneva estranei alla casa degli Alighieri. Dopo le demolizioni è necessaria una “ricomposizione architettonica” basata su una serie di progetti di ipotetica ricostruzione.

Se, per certi versi, l’intervento può ritenersi discutibile per le numerose licenze e per la maestosità di un “luogo eccellente”, certamente esso ha il pregio di inserirsi, come uno dei migliori esempi, nel filone architettonico del Revival.