Buon compleanno Dante! Festeggiare a tavola il poeta Divino

trattoria firenze
Quest’anno ricorre il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Sappiamo che era del segno dei Gemelli, quindi nato fra maggio e giugno, ma non conosciamo il giorno preciso. In realtà neppure l’anno è così sicuro; si pensa sia il 1265 d.c., ma è un’approssimazione – la data viene dedotta dai versi della Divina Commedia e potrebbe essere il 1264 come il 1266.
A noi tanto basta: il debito di gratitudine che la nostra cultura ha verso Dante giustifica la voglia di festeggiamenti anche senza una data inattaccabile. E noi vogliamo festeggiare Dante a modo nostro: a tavola.

Ci chiediamo se Messer Dante avrebbe gradito questa scelta: le fonti dell’epoca ce lo presentano parco e misurato anche nel cibarsi, e il goloso Ciacco, destinato a passare l’eternità strisciando in una fanghiglia repellente, ce lo ricorda.
D’altra parte, persino al monaco medievale più intransigente erano concessi i banchetti nelle occasioni speciali – e lo stesso Dante sceglie la metafora di un buon banchetto per scrivere il suo “Convivio”.

Come dobbiamo quindi allestire la tavola di questo compleanno speciale? Con i cibi che il Poeta prediligeva: le cronache ce lo tramandano come grande amante del pane (quello toscano, già all’epoca senza sale!) e di uova. E poi con i cibi che rallegravano le tavole delle feste medievali. Come la cacciagione, ancora oggi protagonista dei piatti toscani fra cinghiale, lepri e caprioli. Le carni ricche di intingoli, come il Peposo, che hanno origini antichissime e che in epoca medievale erano serviti direttamente sul pane usato come piatto.
Oppure le più umili ma ugualmente saporite zuppe, che nel menù de Il Pennello si trovano in abbondanza – dall’antichissima carabaccia alla tradizionale ribollita.

Sedendovi alla tavola del Ristorante Il Pennello, insomma, e scegliendo il menù con accortezza, potreste non essere così lontani da quello che si mangiava davvero nel XIV secolo.

Le differenze maggiori sono legate ad alcuni ingredienti che sono cambiati per motivi storici e di sviluppo tecnologico:

La presenza del pomodoro

Un grande protagonista della cucina tradizionale toscana che però all’epoca di Dante era sconosciuto, essendo giunto come noto dalle Americhe solo qualche secolo dopo.

L’uso delle spezie

Se mancava il pomodoro, i piatti prevedevano invece un utilizzo molto più marcato rispetto ad oggi di spezie ed erbe aromatiche. Si trattava prima di tutto di una necessità pratica: in un mondo senza frigorifero la conservazione dei cibi era più difficoltosa ed i cibi essiccati o conservati sotto sale assumevano sapori molto forti, che era poi necessario in qualche modo correggere.

A parte questi due punti, però, ingredienti e tecniche di cottura principali hanno dimostrato un’enorme longevità. Vi aspettiamo, quindi: ci trovate proprio accanto alla Casa di Dante, per un menù tipico fiorentino ricco di tradizione che possa introdurvi ai sapori che anche lui conosceva ed amava.

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