La vera trattoria? La trovi a Firenze

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Osteria, taverna, trattoria… ogni luogo d’Italia ha il suo modo di chiamare quei posti dove ci si può rifocillare con una giusta spesa e che si rifanno alle tradizioni culinarie locali.

A Firenze le eredi del gusto locale sono le trattorie. Una vera trattoria, a Firenze, è un luogo dove conviene fermarsi a respirare la storia.
Nell’etimologia del nome c’è nascosta quella vicinanza alla Francia che nella città gigliata risale indietro nel tempo, all’epoca in cui le nobildonne di casa Medici andavano spose ai re d’oltralpe per sancire e rafforzare i legami politici e commerciali.
Da questi matrimoni la corte di Francia ci ha guadagnato diverse leccornie che prima le erano sconosciute (come il sorbetto, di cui è noto Caterina de’ Medici fosse golosa), mentre l’intensificarsi dei rapporti commerciali ha fatto sì che la nostra lingua si infarcisse di una buona dose di francesismi.
Quello che oggi è detto oste all’epoca era il traiteur, o meglio il “trattore” che nella sua (per l’appunto) trattoria a Firenze serve pasti e bevande genuini e ad un buon prezzo – un luogo che si distingue sia dalle volgari e malfamate bettole che, in epoche successive, dai lussuosi ristoranti per l’alta borghesia.

Dietro alla trattoria c’è la tradizione dell’ospitalità di una città che è sempre stata un crocevia importante per il mondo occidentale: sono più o meno settecento anni che viaggiatori, commercianti, artisti si recano a Firenze senza interruzione.
E Firenze li accoglie a modo suo, con quel fare un po’ blasé di chi è abituato a sentirsi corteggiato ma al tempo stesso è orgoglioso di offrire sempre il meglio, senza lesinare*.

Se trovate una vera trattoria fiorentina (e non un ristorante turistico che usa l’insegna di “trattoria” solo per attirare visitatori), ve ne accorgerete subito.

Le trattorie di Firenze hanno arredi semplici e tradizionali, la cucina e talvolta il servizio sono fatti dagli stessi gestori: l’oste che preferisce tenere qualche tavolo in meno ma guardare negli occhi i propri clienti, consigliare loro i piatti del giorno, accertarsi di persona che sia tutto a posto.
I piatti proposti sono gli stessi, genuini e deliziosi, che potrebbero uscire dalla cucina di un’anziana signora del luogo che si è affaccendata tutta la mattina dietro al pranzo della domenica. In tempi di globalizzazione imperante si possono così riscoprire ricette tradizionali che sempre in meno ricordano e che difficilmente vengono proposti nei ristoranti, generalmente orientati su menù più comuni.

Non di rado i clienti occasionali si trasformano in ospiti ricorrenti, spesso amici: al Pennello, in 45 anni di attività, abbiamo vissuto tante storie da raccontare che oggi permeano la memoria della nostra bellissima trattoria nel cuore della Firenze più antica.

1 commento
  • franco

    Ottimo nel servizio,piatti ottimi e genuini e sopratutto un rapporto qualità-prezzo eccellente.
    Da 10 e lode!!!!!

    3 novembre 2014 20:56

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